Sento il bisogno di dire due parole.
Purtroppo non posso più scrivere spesso a causa della nuova collega...lo so che è per tutti una grave mancanza, un enorme vuoto....ma tant'è...portate questo fardello con dignità...so che ce la farete!!!!
Non riesco nemmeno a seguire i blog che prima leggevo assiduamente, insomma sono fuori dal gruppo.
Però questa mattina ho fatto un giro e ho trovato una notizia splendida che mi ha riempita di gioia tanto da farmi commuovere per davvero. Siccome ormai le mie manie di scaramanzia hanno raggiunto livelli inaudiiti è ovvio che le regole valgono anche per le altre persone quindi io tengo le dita incrociate (me le dovranno staccare con l'accetta alla fine) ma non dico più null'altro... (si tratta di lei)
Tutta questa emozione mi ha fatto venire voglia di riflettere (ebbene sì io rilfetto!).
Intanto vorrei dire che, ricollegandomi alle mie manie di cui sopra, malgrado io cerchi di nascondere, insabbiare, zittire...non c'è nulla da fare: qui esce fuori uno stato di grazia che non si può più celare...E' come un gigante addormetato che prima o poi si sveglia e irrompe con violenza...
E poi che io, è tanto che lo voglio scrivere qua sopra, io che ora sto miracolosamente portando avanti "la cosa", io che qui sopra finisco sempre a tarallucci e vino scrivendo tante baggianate, io che in questi mesi ho mangiato dormito sorriso pianto e insomma ho apparentemente vissuto una parvenza di vita normale...
io che queste ed altre cose...non ho mai dimenticato neanche per un attimo quel fagottino strappato dal mio corpo...
Ecco. Ti penso sempre.
la grammatica dell'amore e altre idiozie... (L' anello no, no non te lo do! scordatelo!)
mercoledì 9 maggio 2012
IL DECLINO DEL MASCHIO (un post per conoscitori)
Io e il Fidan ultimamente abbiamo una vita sociale pari a un neurone del Trota...
Ma ultimamente pure due asceti come noi hanno sentito il bisogno impellente di calore umano, di amicizia e fraternità...quindi cosa di meglio se non una serie di uscite con la Solitacumpa che tutti voi conoscete?
Ovvio che è immediatamente scattato il pettegolezzo assassino...
Oggetto: gli amori maledetti dell'amico Panzone.
Ricorderanno i lettori di vecchia data la fidanzata storica del Panzone - un miscuglio fra Mamma Ebe e la piccola fiammiferaia - con i quali passammo 15 giorni "indimenticabili" in Puglia...
Dopo anni di interminabili "prendi e lascia-prendi e lascia", sembrerebbe definitivamente naufragata la storia con la sopra citata fidanzata storica per lasciare il posto ad un nuovo amore che si sperava essere più sano del precedente...Invece voci di corridoio descrivono la nuova fiamma come una Lady di ferro molto indipendente che si è presa il Panzone in casa più che altro per dividere le spese dell'affitto (troppo onerose per lei sola)...Inoltre ogni due per tre il Panzone chiede asilo agli amici per non trascorrere la notte sotto i ponti, in quanto lei dopo un po' di giorni di convivenza si stufa e lo caccia di casa perchè ha bisogno dei suoi spazi....(poi però se lo riprende sempre - a scadenza rata affitto!)...e noi tutti comunque si tiene il divano letto pronto all'uso per l'evenienza...)
Lamentino: "il Panzone è innamorato pazzo...Pulisce lui la casa, fa la spesa, cucina e poi le fa dei regali costosi..."
Fdan: "Che genere di regali?"
Lamentino: "Mah roba che lei fa collezione, che costa un sacco di soldi...anelli collane, bracciali..."
Le ultime novità vedono il Panzone (cento chili di cristiano e quasi 40 anni di età anagrafica) recarsi alla cartoleria del borgo (io credo di non esserci più entrata dalla terza media...) e dare fondo al portafoglio per
comperare le collezioni di bijou di Ellochitti per la sua amata...
Beh... dopo questo...io disfo il divano letto!
Ma ultimamente pure due asceti come noi hanno sentito il bisogno impellente di calore umano, di amicizia e fraternità...quindi cosa di meglio se non una serie di uscite con la Solitacumpa che tutti voi conoscete?
Ovvio che è immediatamente scattato il pettegolezzo assassino...
Oggetto: gli amori maledetti dell'amico Panzone.
Ricorderanno i lettori di vecchia data la fidanzata storica del Panzone - un miscuglio fra Mamma Ebe e la piccola fiammiferaia - con i quali passammo 15 giorni "indimenticabili" in Puglia...
Dopo anni di interminabili "prendi e lascia-prendi e lascia", sembrerebbe definitivamente naufragata la storia con la sopra citata fidanzata storica per lasciare il posto ad un nuovo amore che si sperava essere più sano del precedente...Invece voci di corridoio descrivono la nuova fiamma come una Lady di ferro molto indipendente che si è presa il Panzone in casa più che altro per dividere le spese dell'affitto (troppo onerose per lei sola)...Inoltre ogni due per tre il Panzone chiede asilo agli amici per non trascorrere la notte sotto i ponti, in quanto lei dopo un po' di giorni di convivenza si stufa e lo caccia di casa perchè ha bisogno dei suoi spazi....(poi però se lo riprende sempre - a scadenza rata affitto!)...e noi tutti comunque si tiene il divano letto pronto all'uso per l'evenienza...)
Lamentino: "il Panzone è innamorato pazzo...Pulisce lui la casa, fa la spesa, cucina e poi le fa dei regali costosi..."
Fdan: "Che genere di regali?"
Lamentino: "Mah roba che lei fa collezione, che costa un sacco di soldi...anelli collane, bracciali..."
Le ultime novità vedono il Panzone (cento chili di cristiano e quasi 40 anni di età anagrafica) recarsi alla cartoleria del borgo (io credo di non esserci più entrata dalla terza media...) e dare fondo al portafoglio per
comperare le collezioni di bijou di Ellochitti per la sua amata...
Beh... dopo questo...io disfo il divano letto!
domenica 15 aprile 2012
LA GINGER
Ultimamente ripeto sempre le stesse cose pure qua sopra...e quindi, l'ho già detto, da piccola adoravo le Barbie - ebbene sì dovete spupazzarvi un altro post su me bambina...abbiate pietà e armatevi di pazienza....o forse preferite un ulteriore polpettone sulle attuali paranoie???? No. Ditemelo subito -
Oh insomma sì. Amavo le Barbie ma ne avevo pochine, quattro o cinque...e, inoltre, non erano neanche le più nuove...Io in realtà, e finalmente posso gridarlo al mondo, avrei voluto possedere con tutta me stessa Barbie Acapulco (pelle scura e costume da bagno) ma non me la regalarono mai (c'è da chiedersi poi perchè un figlio cresce disturbato...). Altro desiderio rimasto tale era il camper di Barbie...In compenso mi dotarono di tutta una serie di accessori che, anche una bambina gnugnu come me, capiva che me li comperavano perchè erano quelli che costavano meno: il salotto di Barbie, il cane di Barbie, la cameretta di Barbie....Ma la cosa peggiore era quando anzichè Barbie Acapulco, mi propinavano i personaggi correlati, quelli di secondo piano: Ken sposo, Skipper sorellina di Barbie e la Ginger spacciata come la cuginetta di Barbie...Ebbene sì, negli anni 70 invece di insegnarti l'educazione sessuale come si deve, ti regalavano la Ginger...
La Ginger era una deliziosa Barbie in miniatura delle stesse dimensioni della Skipper e, come quest'ultima, aveva le forme di una poco più che bambina...sì....finchè non le toccavi il braccio: se roteavi l'arto sinistro in senso antiorario improvvisamente spuntavano due montagne sul petto che si gonfiavano a piacimento fino a raggiungere la dimensione delle bocce di Pamela Anderson...Se lo roteavi in senso orario la Ginger tornava undicenne tabula rasa.
A parte che secondo me la Ginger oggi giorno si trova ancora nei negozi...sì...ma nei sexi shop...ma poi, secondo voi, quale insegnamento traeva una bimba degli anni 70 dall'uso della Ginger????? Hai voglia a roteare le braccia....le ho roteate per tutta l'adolescenza (potevo tranquillamente diventare campionessa di lancio del giavellotto) ma senza risultati...Che poi dico: avrebbero potuto far roteare il braccio anche al Ken che così gli cresceva e magari noi si capiva qualcosina di più sul sesso, ma no, negli anni 70 era meglio istigare le bimbe alla chirurgia estetica e al silicone ed avere un Ken eunuco...
Ricordo le umiliazioni nei nei negozi di intimo quando le commesse scuotevano la testa dicendomi: "nooo, ci dispiace, ma questi modelli partono tutti dalla seconda..." o quando al mare mi accorgevo di avere il reggiseno tutto arrotolato con i capezzoli di fuori...E' fondamentalmente per questo motivo che a 20 anni mi sono data al toppless diventando così l'oggetto di pubblico ludibrio di tutta la compagnia. Chuky il marinaretto, caro amico mio, diceva che sembravo una tavola di legno con due bulloni e andava cercando in tutta la spiaggia i dadi ciechi per completare l'opera di falegnameria....
Ora che mi ritrovo nelle condizioni che sapete (ssssssshhhh.....mi raccomando....) a volte penso che magari a sto giro posso prendermi una bella rivincita: ho visto amiche che dalla prima son passate alla quarta.
Eh....ma io ovviamente no. A malapena riesco a riempire la coppa rigida misura 1, che prima rimaneva mezza vuota...valà...perlomeno non devo più mettere la lunetta di gomma...
Mi vedesse ora Chucky il marinaretto mi griderebbe ancora: sei la solita sminnataaaa!!!!
Altro che Ginger.
Oh insomma sì. Amavo le Barbie ma ne avevo pochine, quattro o cinque...e, inoltre, non erano neanche le più nuove...Io in realtà, e finalmente posso gridarlo al mondo, avrei voluto possedere con tutta me stessa Barbie Acapulco (pelle scura e costume da bagno) ma non me la regalarono mai (c'è da chiedersi poi perchè un figlio cresce disturbato...). Altro desiderio rimasto tale era il camper di Barbie...In compenso mi dotarono di tutta una serie di accessori che, anche una bambina gnugnu come me, capiva che me li comperavano perchè erano quelli che costavano meno: il salotto di Barbie, il cane di Barbie, la cameretta di Barbie....Ma la cosa peggiore era quando anzichè Barbie Acapulco, mi propinavano i personaggi correlati, quelli di secondo piano: Ken sposo, Skipper sorellina di Barbie e la Ginger spacciata come la cuginetta di Barbie...Ebbene sì, negli anni 70 invece di insegnarti l'educazione sessuale come si deve, ti regalavano la Ginger...
La Ginger era una deliziosa Barbie in miniatura delle stesse dimensioni della Skipper e, come quest'ultima, aveva le forme di una poco più che bambina...sì....finchè non le toccavi il braccio: se roteavi l'arto sinistro in senso antiorario improvvisamente spuntavano due montagne sul petto che si gonfiavano a piacimento fino a raggiungere la dimensione delle bocce di Pamela Anderson...Se lo roteavi in senso orario la Ginger tornava undicenne tabula rasa.
A parte che secondo me la Ginger oggi giorno si trova ancora nei negozi...sì...ma nei sexi shop...ma poi, secondo voi, quale insegnamento traeva una bimba degli anni 70 dall'uso della Ginger????? Hai voglia a roteare le braccia....le ho roteate per tutta l'adolescenza (potevo tranquillamente diventare campionessa di lancio del giavellotto) ma senza risultati...Che poi dico: avrebbero potuto far roteare il braccio anche al Ken che così gli cresceva e magari noi si capiva qualcosina di più sul sesso, ma no, negli anni 70 era meglio istigare le bimbe alla chirurgia estetica e al silicone ed avere un Ken eunuco...
Ricordo le umiliazioni nei nei negozi di intimo quando le commesse scuotevano la testa dicendomi: "nooo, ci dispiace, ma questi modelli partono tutti dalla seconda..." o quando al mare mi accorgevo di avere il reggiseno tutto arrotolato con i capezzoli di fuori...E' fondamentalmente per questo motivo che a 20 anni mi sono data al toppless diventando così l'oggetto di pubblico ludibrio di tutta la compagnia. Chuky il marinaretto, caro amico mio, diceva che sembravo una tavola di legno con due bulloni e andava cercando in tutta la spiaggia i dadi ciechi per completare l'opera di falegnameria....
Ora che mi ritrovo nelle condizioni che sapete (ssssssshhhh.....mi raccomando....) a volte penso che magari a sto giro posso prendermi una bella rivincita: ho visto amiche che dalla prima son passate alla quarta.
Eh....ma io ovviamente no. A malapena riesco a riempire la coppa rigida misura 1, che prima rimaneva mezza vuota...valà...perlomeno non devo più mettere la lunetta di gomma...
Mi vedesse ora Chucky il marinaretto mi griderebbe ancora: sei la solita sminnataaaa!!!!
Altro che Ginger.
giovedì 12 aprile 2012
IL MERLO E LA PSICOLABILE
Mentre io passavo le giornate fischiettando dedita al fancazzismo appoggiata ai pali della luce o ai banconi dei bar nella classica “posizione di Jeff”
(conosciuta dai cultori di Bud Spencer e Terence Hill e a cui dedicai un intero post anni fa e di cui qui di seguito riporto la spiegazione citando da me stessa:
Per esempio, per capirci, quando qualcuno mette il gomito su di una mensola tenendosi la testa con la mano e nel frattempo accavalla una gamba sull’altra e appoggia il piede al muro, questa è appunto una posizione che si avvicina a quella di Jeff . )
il Dott. Merlo (mio vecchio flirt di cui parlai qualche post fa) andava a convivere e faceva una figlia. Di grazia, lo so bene che è anche normale tutto ciò e che al contempo, altri milioni di amici si accoppiavano e figliavano come conigli, anzi mi son resa conto che è già ora che qualche figlia di amici faccia figli a sua volta, così per darmi proprio lo smacco finale, il colpo di grazia….(Questo è un inciso a cui penso ormai da giorni riflettendo sulla mia amica di infanzia con cui giocavo a Barbie, la quale ha una figlia che si sta laureando…non dico altro….P.S. è lapalissiano che lei ha smesso presto di giocare a Barbie…mentre io ho continuato ad oltranza...)
Bisogna spiegare che il Dott. Merlo rimase follemente innamorato di me per anni e anni in cui io lo schifai ripetutamente (tanto che poi, quando anch’io mi ritrovai schifata nel peggiore dei modi, colta dai rimorsi per il male perpetrato, - della serie: sputa in cielo che in faccia ti ritorna! - gli chiesi addirittura scusa quasi in ginocchio) ma lui rimaneva sempre lì, fedele come un Labrador, un punto fermo che non cambiava mai (come diceva Mia Martini: un punto seeeei che non ruota mai intorno a meeeee…) cosicché quando seppi che andava a convivere ci rimasi che un po’ mi prudeva.Intendiamoci (caro fidan...) non perchè avessi delle mire sul Dott.Merlo, ma più per una sorta di atavico risentimento perchè lui era andato avanti e non mi aveva aspettata... Quando fece la figlia poi divenni verde dalla rabbia...lo confesso soltanto adesso...
Chi mi conosce sa quanto io sia legata alla mia adorata campagna sull'appennino dove anche il Dott. Merlo viene a svernare. L’anno scorso io avevo sognato di poter fare la mia entrata trionfale in paese col pancione e invece ci arrivai senza niente e, talmente tanta fu la sofferenza, che me ne scappai dopo poche ore.
La scorsa estate lo incontrai nella piazza del paese insieme alla compagna e alla figlia. Lui mi parlava e a me venivano le lacrime agli occhi perché dovetti dirgli ciò che mi era successo. È ovvio che l’ho vissuto come un fallimento personale e tuttora per me continua ad essere così, quindi di fronte a quel cazzo di Dott Merlo sorridente con la famigliola, mi son sentita proprio una merdina.
Quest'anno sono tornata in campagna ma non ho incontrato il Dott. Merlo. In compenso ho preso coscienza del fatto inconfutabile che perfino le gambe del tavolo sono incinte...C'è un numero imprecisato di persone che conosco che aspettano il lieto evento. Ovviamente tutti sono entusasti comprano vestitini al primo mese di gravidanza, preparano camerette e tutto va bene. E ci mancherebbe! Io sono l'unica idiota che nasconde la pancia sotto le maglie ormai in preda a una vera e propria psicosi...
Tutto questo post poi per dire che cosa??? Sapete che non lo so? Forse solo per dire che, porca paletta, se non ce la faccio stavolta...accidenti a me.
Quest'anno sono tornata in campagna ma non ho incontrato il Dott. Merlo. In compenso ho preso coscienza del fatto inconfutabile che perfino le gambe del tavolo sono incinte...C'è un numero imprecisato di persone che conosco che aspettano il lieto evento. Ovviamente tutti sono entusasti comprano vestitini al primo mese di gravidanza, preparano camerette e tutto va bene. E ci mancherebbe! Io sono l'unica idiota che nasconde la pancia sotto le maglie ormai in preda a una vera e propria psicosi...
Tutto questo post poi per dire che cosa??? Sapete che non lo so? Forse solo per dire che, porca paletta, se non ce la faccio stavolta...accidenti a me.
lunedì 2 aprile 2012
«Non lo disse perché sapeva che se dicevi una cosa bella poteva non accadere. »
sottotitolo: di come (a causa mia) tutto finisca sempre in merda.
Diciamo che il mio silenzio è dettato dalla scaramanzia che ormai mi caratterizza pienamente, anzi ha preso il sopravvento sulla mia personalità.
Qui non si tratta più di passare sulle strisce pedonali calpestando solo le righe bianche o riuscire ad attraversare totalmente la strada prima che il semaforo diventi giallo (come facevo già prima in modalità Jack Nicholson –qualcosa è cambiato -) ma la situazione è ben peggiorata...Ora, oltre a costringere il Fidan a percorrere solo determinate vie, proibendo perentoriamente il passaggio per altre, oltre a portare solo pantaloni e giacche con tasche per poter mettere le mani in tasca e fare le corna ogniqualvolta qualcuno che non mi sta molto simpatico (ma anche no...) mi fa gli auguri, oltre a negare quanto più possibile il mio attuale stato con il verduriere, con il giornalaio, con il farmacista, con la parrucchiera e con chiunque sia possibile dissimulare...(vi assicuro che provo pure un certo fastidio davanti alle Collegiali o a Bobovieri…no…ditemi voi se non sono da internare…) oltre a tutto ciò, dicevo, aborro persino le semplici domande, peraltro più che lecite e assolutamente amorevoli, sulla presunta data del parto o sull’eventuale nome da dare al pupo, tanto che lo scorso sabato qualcuno mi ha risposto a tono facendomi sentire una deficiente.
Trattasi del Baby Shower organizzato dalla collega Testona che, da perfetta party planner nonché padrona di casa quale è, non si è lasciata sfuggire l’occasione per seguire la moda del momento (che poi deriva da un episodio di Sex and the City) che impone alle donne gravide di organizzare con le amiche una sorta di festa in onore del bebè che sta per arrivare…una roba che per me, ovviamente, alla luce dei fatti appena esposti, è totalmente fuori discussione per non dire improponibile...
Comunque eravamo una decina di donne di cui tre gravide, una alla ricerca da sei anni, e le altre già madri da tempo…Il tavolo rotondo, the e pasticcini, un mazzetto di violette e ormoni impazziti che volteggiavano dentro la stanza soffocando l’aria, hanno fatto aumentare a dismisura il livello di scaramanzia che scorre nel mio sangue…tanto che per evitare discorsi “sconvenienti” mi sono prima estraniata come solo io so fare (al posto che valutare con sguardo attonito, al solito, la pendenza delle mensole – non presenti in quella cucina – , ho contato i fiorellini stampati sulla tovaglietta…43…peraltro facendo corna stramurti perché 43 è un numero dispari e scaramanticamente i numeri dispari io li odio…mi portano sfortuna…insomma no solution - ho bisogno di uno bravo, ma bravo davvero...) e poi mi sono identificata e intenerita nei confronti di chi sta soffrendo di una pena che io conosco bene e che farà sempre parte di me: la donna alla ricerca da sei anni. Mi sono domandata come si poteva sentire lì in mezzo dentro quei discorsi e buttata a respirare tutti quegli ormoni materni…così ci siamo avvicinate e abbiamo parlato, lei si è confidata e io ho cercato di portarle ad esempio la mia esperienza (tralasciando ovviamente la parte in cui mi dicevo che sarei rimasta incinta se non avessi calpestato per 5 minuti le fughe fra le piastrelle...).
Beh, insomma che alla fine una, al momento dei saluti mi ha rivolto testuali parole:
“Allora ciao. In bocca al lupo a te e al bambino senza nome…”
Cioè…bambino senza nome…è terribile…è una roba tristissima. Mi vergogno da morire. Sappiatelo.
P.s.Un sabato all'ikea al confronto sarebbe stata una passeggiata di salute.
P.s.Un sabato all'ikea al confronto sarebbe stata una passeggiata di salute.
giovedì 22 marzo 2012
DA “BALLANDO CON LE STELLE” NE HAI FATTA DI STRADA
Bobovieri,
il mio gine privato, quello dello studio design con le nurse e i cubi rigidi al posto delle sedie imbottite (che è tipo come entrare in uno dei loft di Paola Marella…), quello che ha reso possibile il fatidico rendez vous tra ovetto e spermini…
è apparso su tutti i telegiornali nazionali la settimana scorsa.
L’avrete magari visto, fiero e orgoglioso come mamma Rosa – buonanima - mentre accarezzava il capo dipinto del figlio Silvio, che spiegava il primo trapianto di tessuto ovarico in Italia e la rava e la fava.
No…è per dire, caro il mio Bobovieri: sei in grado di fare quella roba lì innovativa ma non conosci uno stupido batterio del cavolo…mah. Eri tu, mi par proprio, quel giorno, che per telefono volevi somministrarmi acqua fresca di fontana mentre mi ricoveravano d’urgenza in ospedale…e per giungere a questa conclusione ti sei pure consultato con un medico più anziano…Che belli che siete tutti quanti!
Invece il Fidan, senza saper né leggere né scrivere, ci ha pensato bene e alla fine mi ha consigliato Oust 3 in uno che elimina il 90% dei batteri. Perlomeno è un’idea. Adesso me lo spruzzo in gola…sia mai…che dite?
venerdì 16 marzo 2012
INSONNIA
Capirete da questo post la labilità del mio stato mentale.
Ormai la notte riesco a dormire solo poche ore, facendomi prendere da mille paranoie.
E se già normalmente, durante il giorno, la mia testa è ormai in pappa, potete immaginare la notte cosa sono in grado di inventare, tutto per cercare di distrarmi.
L’altra notte pensavo a tutti i miei jeans preferiti.
Così in preda al delirio, ho pensato di eleggere i più bei jeans di tutti i tempi.
Il premio è andato senza ombra di dubbio al paio comperato da Cavallo Pazzo. Appartengono alla fase finta fricchettona dell’adolescenza, venuta immediatamente dopo la fase tamarra anni 80 e subito prima della fase velina/bagascetta (che tante soddisfazioni e rivincite personali sul passato tamar-fricchettone mi procurò…).
Erano rigorosamente jeans usati, stretti nel sedere e nella gamba e leggermente a zampa sul fondo…Una vera chiccheria…Con quelli e la maglia di Jim Morrison mi sentivo davvero padrona del mio tempo.
Il massimo lo raggiunsi quando mi presentai a scuola con i suddetti jeans, la suddetta maglia e un occhio blu/viola contornato da una chioma di capelli neri (orrendamente tinti a casa con loreal paris) lunghi fin quasi al sedere, poco pettinati, con una pseudo riga in mezzo e cadenti sulla faccia a mo’ di Maria Maddalena sulla via del pentimento.
Ma torniamo indietro a spiegare l’antefatto.
Un pomeriggio al mese la scuola ci mandava a teatro dove noi, invece di godere di quell’opportunità, ovviamente passavamo il tempo nei corridoi nascosti dietro le pesanti tende rosse a fumare (quando ancora si poteva…sembra di parlare del medioevo…) o a sbaciucchiarsi o a fare tutte e due le cose insieme. Uno di questi pomeriggi mi venne a prendere la mia compagna Gibbo col 112 (che tempi! Sembra di nuovo di parlare del medioevo). Gibbo aveva una vera e propria forma di bulimia causatale dalla madre anoressica che la costringeva a stare a dieta da quando era in fasce. Ca va sans dire che lei appena fuori casa mangiava l’impossibile e quel giorno nel 112 il cassetto era pieno di mars e riders. Mentre ci avviavamo verso il teatro, per non perdere un minuto di più, lei si chinò avida sul cassettino per estrarre i succulenti snack. Il fatto è che tutto ciò accadeva ad un incrocio e di lì passava l’autobus numero 64…L’impatto fu piuttosto violento ma noi due eravamo vive. Anzi lei non si era fatta nulla mentre io abbassai lo specchietto e vidi la mia tempia sinistra gonfiarsi tipo la torta paradiso della Cameo a 180 gradi…Seguirono delle scene pietose che ricordo confusamente…Per dire, io e Gibbo paralizzate dallo shock dentro la macchina che non ci muovevamo di un millimetro tremando e tutto il pullman, autista e passeggeri al completo, sceso giù che circondava l’auto come in una morsa tipo fossa dei leoni (la signora Panini sa di cosa parlo) intimandoci di scendere, dandoci delle cretine, preoccupandosi per la nostra salute e…dandoci delle cretine soprattutto…Qualcuno chiamò l’ambulanza e i medici mi costrinsero a scendere e a salire sul mezzo di soccorso. Volevano portarmi in ospedale ma io non avevo nessuna intenzione di perdere tempo che volevo andare con i miei compagni dietro le tende rosse. Quindi ricordo solo che mi fecero firmare dei fogli e che io urlavo: rifiuto l’ambulanzaaaa! Rifiuto l’ambulanzaaaaa! Penso che mi avrebbero portato al repartino psichiatrico se avessero potuto anche perché quelli erano bei tempi per fregare le assicurazioni e solo un deficiente non coglieva l’occasione per poter prendere bei soldi dall’incidente…(quel deficiente sono io se non l’avevate capito)
Insomma che Gibbo chiamò l’amico di suo padre carrozziere e si fece portare via la macchina e così potemmo recarci a teatro con l’autobus. Durante il tragitto Gibbo si scofanò tutti i mars e i riders che aveva prontamente estratto dalle lamiere neanche si trattasse di salvare una vita umana...Tra l’altro la sera a casa mia si verificò una scena degna di “pubblicità progresso”, quella sulle donne picchiate dal marito che trovano scuse con la gente che chiede spiegazioni …perché per nascondere ai miei l’incidente, immaginando che per paura mi avrebbero impedito di andare ancora in giro in auto con Gibbo (l’unica con la patente), alla domanda: “cosa è successo all’occhio?” io risposi che avevo sbattuto contro la portiera…Non mi capacito ancora adesso del fatto che i miei genitori credettero a tale idiozia…Comunque il giorno dopo mi presentai a scuola con questo occhio tumefatto che conteneva tutte le sfumature dell’iride e vestita come detto pocanzi con in più un amuleto tao di legno e caucciù che pendeva sul petto...una vera chiccheria come già preannunciato. Il look mi valse il soprannome di Janis Joplin, perché a detta dei miei compagni, ero lei sputata…Peccato che io fossi una finta fricchettona e che ignorassi completamente chi fosse questa Janis Joplin. Così pensai che Janis Joplin doveva essere certamente una collega di Linda, Cindy e Naomi…e, fiera di me stessa, mi vestii così per molto tempo, almeno finchè scoprii la verità su Janis…
(…e poi non domandatevi perché poi una va in giro conciata come una velina/bagascetta atteggiona…)
Tutto questo post del cavolo per dire che a volte penso che era bello quando un jeans di Cavallo Pazzo mi faceva felice.
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